Investimenti
Il nuovo silenzio-assenso, le soglie del Fondo di Tesoreria INPS e l’impatto sulla liquidità aziendale.
Raggetta Group · · 8 min di lettura
Il TFR è da sempre una fonte di liquidità importante per le piccole e medie imprese. Nel 2026 le regole sulla sua destinazione sono cambiate, e conviene capire per tempo cosa significa per i conti dell’azienda.
Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026, per i lavoratori del settore privato assunti dal 1° luglio 2026 il tempo per scegliere dove destinare il TFR si riduce a 60 giorni dall’assunzione (prima erano sei mesi). Se il lavoratore non sceglie, il TFR va al fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo applicato.
Anche i dipendenti già in forza che non hanno mai espresso una scelta sono chiamati a farlo: le fonti di settore indicano come termine il 31 dicembre 2026.
L’adesione a un fondo pensione non è reversibile; chi lascia il TFR in azienda può invece cambiare idea in seguito.
Le aziende sopra una certa dimensione devono versare all’INPS il TFR non destinato ai fondi pensione. Secondo le informazioni diffuse sulla manovra, la soglia viene abbassata gradualmente: 60 dipendenti nel 2026-2027, 50 dal 2028 al 2031 e 40 dal 2032. Per molte imprese che oggi trattengono il TFR, quella liquidità nei prossimi anni potrebbe non essere più disponibile.
Le regole e le scadenze vanno sempre verificate con il proprio consulente del lavoro, perché i dettagli applicativi possono cambiare con circolari e chiarimenti successivi. Per la parte finanziaria, cioè come garantire il TFR e il TFM senza pesare sulla liquidità, la nostra Investment Division segue già i portafogli di oltre 108 aziende in Italia. Parliamone.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza professionale.
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