Formazione
Respiro, voce, pause, sguardo. Le tecniche che usiamo con chi va in onda, adattate a riunioni e presentazioni.
Raggetta Group · · 6 min di lettura

Chi lavora in radio impara presto una cosa: l’emozione non sparisce, si impara a gestirla. Gli stessi esercizi che si usano prima di andare in onda funzionano per una riunione, una presentazione o un intervento davanti a un pubblico.
Quando siamo agitati respiriamo in alto, con il petto, e la voce si stringe. Prima di parlare fai qualche respiro lento: inspira dal naso gonfiando l’addome, espira dalla bocca più lentamente di come hai inspirato. Rallentare il respiro aiuta a rallentare anche il resto.
Nessuno speaker entra in studio a freddo. Qualche minuto di vocalizzi a bocca chiusa, sbadigli, scioglilingua detti lentamente e poi più veloci. La voce sarà più piena e ti sentirai più sicuro dal primo minuto.
I primi trenta secondi sono quelli in cui l’ansia è più forte. Conosci a memoria la prima frase e l’ultima. Il resto può seguire una scaletta di punti chiave: suonerai naturale, non recitato.
Chi è agitato riempie ogni silenzio con “ehm” e “cioè”. In radio una pausa ben piazzata dà peso a quello che stai per dire. Prova a fermarti un secondo prima dei concetti importanti: a te sembrerà lunghissimo, a chi ascolta sembrerà sicurezza.
Chi va in onda non parla a migliaia di ascoltatori, parla a uno solo. Davanti a una sala fai lo stesso: scegli una persona, finisci la frase guardando lei, poi passa a un’altra. La platea diventa una serie di conversazioni.
Registrati con il telefono, riascoltati, ripeti. È scomodo, ma è il modo più rapido per migliorare. La nostra Training Division organizza corsi di comunicazione efficace, public speaking e team building per persone e aziende: se ti interessa, scrivici.
Vuoi applicarlo alla tua azienda?
Prima consulenza in videocall: 30 minuti, gratuita, senza impegno.
Continua a leggere